La finalità del Comitato Robert Miles, costituito in primis da amici e sostenitori, è quella di ricordare il grande artista fagagnese dedicando eventi e spazi per preservarne la memoria. Dopo intitolazioni a piazze e parchi, ed eventi celebrativi, è il momento di un museo che raccoglie, in una sorta di ricostruzione della stanza/studio, il pianoforte, la discoteca, oggettisca ed i premi internazionali.
Fanno parte del comitato DJ, giornalisti, musicisti, pubblicitari, amici ed estimatori.
La storia di Robert Miles nel mondo della musica inizia prima come tastierista in una band locale, poi da DJ. Ha mosso i primi passi nelle discoteche della zona approdando, in tempi molto brevi, alle più importanti disco di tutta Europa.
Inizia così un’attività frenetica che lo porta a produrre i primi brani, in uno studio di registrazione personale. Nascono i primi interessi, da parte degli addetti ai lavori e Joe T Vanelli riesce a piazzare “Children” ad un’etichetta britannica, consentendogli di cogliere il primo successo mondiale.
E’ un crescendo di trionfi, in tutto il mondo. Tutto ciò lo porta a vendere decine di milioni di dischi e classificandosi ai primi posti delle classifiche terrestri. Gira il mondo, appare nelle principali televisioni, vince premi importanti come il Brit Award, tuttora unico italiano ad esserci riuscito, e il prestigioso World Music Award.
Si trasferisce prima a Londra, poi a Los Angeles e, infine, in quella che diventa la sua patria d’adozione, ovvero Ibiza. Qui ogni anno c’è un omaggio a lui dedicato, ovvero la proiezione di una sua immagine, sulle mura della città alta.
Ci ha lasciati nel 2017, a Ibiza, ma il suo ricordo traspare dal gran numero di versioni di “Children”. Il brano è diventato un classico della musica ed ha inaugurato un genere, la dream music.